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4 febbraio 2010

Per i debiti Asl pignoramenti dal 1° marzo

di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)

pignoramento ASLMilleproroghe amaro per le regioni con extradeficit sanitari e agrodolce per le aziende creditrici. I governatori con i conti in rosso di Asl e ospedali, che speravano di ottenere altri tre anni per l'attuazione dei loro piani di rientro dal debito, con il maxi emendamento al decreto 194 non hanno avuto alcuna proroga sul filo di lana dei programmi di risanamento ma hanno dovuto incassare invece lo sblocco dal 1° marzo dei pignoramenti che Finanziaria 2010 e «Patto salute » avevano appena congelato per un anno intero. Un'autentica gelata per i bilanci regionali, su cui adesso si scaricheranno pagamenti esecutivi per diversi miliardi di euro: soltanto in Campania si calcolano somme per 1,7 miliardi. Mentre le imprese creditrici, che attendono anche da più di due anni il saldo delle fatture, incassano la vittoria di principio contro una norma di dubbia costituzionalità, ma nei fatti non avranno subito indietro le somme loro dovute.

La retromarcia del Governo sui pignoramenti rispetto a quanto deciso in dicembre con la manovra, e concordato con le regioni nel «Patto per la salute 2010-2012», sposta insomma indietro le lancette dei conti sanitari. Anche con un risvolto a suo modo paradossale, visto l'inutile pressing tentato anche da Palazzo Chigi per rispettare l'accordo con i governatori: alla fine ha prevalso il fumus di incostituzionalità che pesava sulla norma. Come inutile s'è rivelata la protesta sotto traccia esercitata in Senato dalle regioni: il mancato rispetto del «Patto», a questo punto, verrà fatto valere in altre sedi per ottenere a compensazione finanziamenti in più, considerato che si dà ormai per persa la partita per riuscire a cambiare il milleproroghe alla Camera da qui al 28 febbraio, giorno della sua decadenza.

Le imprese creditrici esprimono un atteggiamento di contenuta soddisfazione. Spiega Angelo Fracassi, presidente di Assobiomedica: «Ovviamente siamo contenti che Governo...  leggi tutto >

fonte: sanita.ilsole24ore.com

 


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